I protagonisti dell'esperienza all'Hotel Brunelleschi

Una passione per l’ospitalità

11 dicembre 2015
claudio catani

Lavoro nel mondo dell’ospitalità da circa trent’anni e la mia passione per questo settore è cominciata praticamente da bambino. Quando mio padre lavorava come Head Concierge in uno degli alberghi più prestigiosi di Firenze, capitava che lo andassimo a prendere con la famiglia per una passeggiata o una cena. In quelle occasioni restavo affascinato dalla sua eleganza e dai modi raffinati che aveva nei confronti della clientela. Tutto era perfetto, scintillante e lussuoso e ogni volta mi incantavo a guardare quegli ambienti così particolari. Credo di aver capito già all’epoca di amare tutto questo.
Nel corso degli anni ho affrontato molteplici sfide. Ricordo in particolare quella della mia “prima apertura” per il primo cinque stelle di Genova, il Bentley Hotel (ora Meliá Genova). L’obiettivo era di aprire la struttura in tempo per il Salone Nautico di Genova. Noi riuscimmo ad aprire due settimane prima, con grande soddisfazione di tutti i membri dello staff e della società.
All’Hotel Brunelleschi, invece, un momento particolarmente importante e che ricordo benissimo è stato l’ingresso del primo Ospite alla riapertura a seguito della ristrutturazione di hall e aree comuni: una gran soddisfazione e liberazione!

Il Brunelleschi è un luogo davvero speciale. L’Hotel stesso è Storia. Qui si può vivere un soggiorno NELLA storia. La costruzione più antica ancora in piedi nel centro storico di Firenze, la Torre della Pagliazza, costituisce l’ingresso dell’hotel. Nei sotterranei dell’edificio è presente un calidarium delle terme romane e un Museo (aperto solo agli ospiti dell’hotel) che ospita reperti di epoca medievale restaurati, rinvenuti all’interno degli scavi nell’area della torre, e una pregevole collezione di pezzi rinascimentali in ceramica. La hall e la reception si trovano all’interno di un’area anticamente occupata dalla Chiesa di San Michele, costruita nel Medioevo e adiacente alla Torre della Pagliazza. Infine, le vetrate Liberty originali di Galileo Chini che oggi si possono ammirare nella sala Liberty situata al primo piano e che a inizio ‘900 impreziosivano la hall di un albergo non più esistente.
Io e il mio team cerchiamo sempre di spiegare agli ospiti dove alloggiano e dove si trovano, far conoscere l’unicità della struttura, raccontandola durante il percorso per arrivare in camera e dando dei supporti cartacei che parlano della storia dell’edificio.

Pensate che al Brunelleschi abbiamo addirittura l’unica suite al mondo realizzata all’interno di una torre bizantina rotonda.

Per non parlare poi della strepitosa location della struttura nel cuore del centro storico che rende l’hotel l’ideale punto di partenza per visitare a piedi posti strepitosi come la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, Palazzo Pitti (residenza della famiglia Medici) o Palazzo Strozzi che ospita le più importanti mostre internazionali in città ogni anno.
Firenze non è semplicemente una destinazione ma un museo a cielo aperto. Non visitate soltanto i musei ma passeggiate per le vie della città e ve ne accorgerete!

C’è n’è per tutti i gusti. Gli appassionati di sport possono godersi una partita della Fiorentina, nella Premier League italiana, allo Stadio Artemio Franchi e gli sportivi fare jogging nell’area che va da Lungarno, attraversa le Cascine, i vari ponti e fino al Saschall.
Chi ama la vita notturna deve assolutamente provare quella di là d’Arno (d’Oltrarno).
Per le/gli amanti dello shopping imperdibile Ponte Vecchio con manufatti in oro da acquistare (a Firenze è presente una delle scuole orafe più importanti) e manufatti in pelle degli artigiani più famosi.
Per i gourmet Firenze è sicuramente un importante punto di arrivo: da non perdere la bistecca alla Fiorentina, che si può trovare solo in Toscana, così alta e succulenta e che resta morbida grazie alla leggera cottura. Suggerisco inoltre di assaggiare le nostre zuppe come la ribollita o la pappa al pomodoro, piatti che abbiamo recuperato della tradizione povera contadina e che proponiamo ogni giorno all’Osteria della Pagliazza. Anticamente, per mancanza di risorse economiche, i contadini utilizzavano il pane raffermo unito alle verdure disponibili al momento per creare piatti semplici ma deliziosi. Oggi è quel tipo di cucina conosciuta come “a chilometro zero”. D’estate poi, lo stesso tipo di zuppa si trasforma in una fresca insalata chiamata panzanella.
Per chi vuole fare una sorpresa romantica il Ristorante Santa Elisabetta lascerà senza fiato con la sua atmosfera intima a lume di candela composta da soli sette tavoli.

Claudio Catani
General Manager – Hotel Brunelleschi

Suite bedroom

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