I protagonisti dell'esperienza all'Hotel Brunelleschi

Una passione inaspettata

3 aprile 2017
laura claura ciminoimino

Sono nata in Sicilia, più precisamente a Messina, e fino alla tarda adolescenza ho vissuto sul mare, guardando immensi spazi vuoti coperti d’acqua e il resto dell’Italia in lontananza. Adesso vivo a Firenze, a pochi passi dal Mercato Centrale di San Lorenzo, una delle zone più vitali di Firenze, ma allo stesso tempo una delle più vere e rappresentative.
Dopo essermi diplomata al liceo classico che, come tutti sanno, prevede lo studio di diverse lingue morte, ho deciso di dedicarmi ad una lingua piuttosto ‘viva’ appartenente al paese più in evoluzione degli ultimi anni, la Cina, frequentando la facoltà di Lingue e Civiltà orientali dell’Università di Roma ‘La Sapienza’, dove ho completato i miei studi fino alla laurea specialistica.
Nasco quindi come linguista pura, con la propensione all’arte e alla filosofia e la passione per gli sviluppi letterari della Cina antica. Tuttavia al giorno d’oggi bisogna dare un senso pratico alle proprie conoscenze, ed è per questo che ho deciso di approcciarmi ad un settore che originariamente non mi apparteneva, quello del turismo, tramite un master in Hospitality Management che mi ha permesso di aprire uno spiraglio di luce su questo mondo complesso ma affascinante e mi ha spinto, originariamente come stagista, nel caloroso abbraccio del Cuore di Firenze, l’Hotel Brunelleschi, dove ho mosso i miei primi tentennanti passi.

Durante la mia vita da studentessa universitaria ho fatto un po’ di tutto per arrotondare, per cui ho esperienze che vanno dalla cameriera alla traduttrice, ma probabilmente il settore turistico, in particolare il Sales & Marketing, è quello in cui ho trovato la mia vocazione, in quanto richiede una buona dose di fantasia e un uso intelligente e strategico della stessa, inoltre mi permette di viaggiare, di vedere Paesi che non avevo mai visitato e, sebbene brevemente, di toccare con mano altre culture. È senz’altro un lavoro parecchio dinamico, ma proprio per questo offre una quantità di stimoli che è difficile trovare in altri lavori.

Mi occupo dell’ufficio commerciale della struttura e, in senso lato, della ‘promozione’ dell’Hotel. Lo scopo finale, in termini semplici, è quello di rendere la struttura attraente e instillare il desiderio di soggiornare da noi.

In tutta onestà la città di Firenze è piena di bellissime strutture come la nostra, per cui potrebbe sembrare un compito non facile quello di dare risalto ad ‘una goccia nel mare’, ma l’Hotel Brunelleschi è fortunatamente dotato di una posizione esclusiva nel cuore di Firenze, di un background storico estremamente misterioso e affascinante grazie alla Bizantina Torre della Pagliazza, e di una qualità sopraffina del servizio offerto ai clienti, senza voler menzionare alcune delle migliori viste, sulla Cattedrale e sulla città, che si possano godere dalle finestre delle strutture fiorentine. I nostri clienti e i loro agenti ci scelgono per tutte queste ragioni, e io sono più che felice di promuovere una realtà così bella ed efficiente.

Definire cosa mi piaccia di più del mio lavoro non è cosa semplice. Senz’altro adoro la sfida quotidiana dell’essere sempre i migliori e tutte le sue sfaccettature. È una ‘lotta’ in cui vincere è importante, ma essere secondi non è una sconfitta, solo un ulteriore spinta a migliorare. Se c’è qualcosa che mi piace di più di questo, è il fatto che noto lo stesso atteggiamento in tutti i miei colleghi, anche negli altri reparti, ed ho la sensazione che procediamo insieme come una forte e coordinata squadra.
Per il resto viaggio, mi impegno, uso la mia immaginazione ed abilità nelle pubbliche relazioni per uno scopo utile, e vedo i risultati! Cosa si può volere di più se non la soddisfazione stessa di vedere dei risultati?

La mia giornata ‘tipo’ non esiste. Ogni giorno è diverso da quello precedente, potrei essere in ufficio per le 9 a sorseggiare il mio caffè mentre smisto le email, come potrei essere già in struttura alle 8 del mattino a coordinare un servizio fotografico, non ci si annoia mai!

Avendo un ottimo rapporto con i miei colleghi, e condividendo con loro la maggior parte della giornata, amo arrivare qualche minuto prima per avere il tempo di condividere con loro un pezzetto della mia vita al di fuori del lavoro e per sapere qualcosa delle loro. Sono fermamente convinta che, per quanto sia giusto tenere separate la vita lavorativa e quella personale, sia assolutamente necessario conoscersi e concedersi anche un rapporto ‘umano’ invece che limitarsi a quello professionale. Sentirsi rilassati e a proprio agio con chi ti sta intorno durante la giornata di lavoro, a mio parere, sta alla base dello svolgimento sereno, efficiente e fluido di tutte le attività.

La prima volta che ho messo piede in hotel per il colloquio da stagista, in tutta onestà, ho avuto la sensazione di un posto pomposo e ho fortemente temuto che entrandoci a lavorare avrei avuto a che fare con colleghi rigidi e poco empatici. Niente di più sbagliato! I miei colleghi mi hanno stupita e dimostrato che sono come una famiglia, svolgono la loro quotidianità con una passione che si intravede ogni volta che aprono i loro grandi sorrisi ai clienti. So che è vero perché gli stessi grandi sorrisi li hanno aperti a me, quando mi hanno insegnato praticamente tutto quello che so.

Chiaramente amando tanto il mio lavoro, ci spendo quasi tutte le energie e, fuori, mi trovo continuamente a lottare contro la tentazione di passare le mie serate sul divano davanti la TV e coltivo hobbies quali la fotografia, la musica e la lettura. Mi piace anche uscire con i miei amici e visitare una piccola birreria vicino casa, che propone birre artigianali provenienti da tutto il mondo; senza mai esagerare eh!

Firenze non va visitata, va vissuta! I monumenti famosi e i musei sono solo una parte di una ricchissima eredità, la punta dell’iceberg di una delle culture più fiorenti di tutta l’Italia. Quello che suggerisco è di fermarsi più a lungo e prendersi il tempo necessario per esplorare, per perdersi e ritrovarsi, per scoprire angoli nascosti ma sorprendenti.

Ciò che mi piace di più dell’Hotel Brunelleschi è… il mistero! La Torre della Pagliazza, attorno alla quale si sviluppa l’Hotel, vanta origini incerte, forse bizantine, e pare che sia l’edificio più antico di Firenze. Diverse storie si narrano a riguardo: per esempio pare che il suo primo uso conosciuto sia quello di prigione femminile per le donne accusate di stregoneria, durante i secoli bui del Medioevo. Un altro mistero circonda la forma della torre: pare infatti che la forma usuale delle ‘case torri’ fiorentine fosse a pianta quadrata. la Torre della Pagliazza ha invece una forma semi-circolare, e non abbiamo testimonianze certe della motivazione!

L’Hotel Brunelleschi non solo si trova nel cuore di Firenze, ma ne rappresenta l’anima! Gli edifici che lo compongono appartengono alla città da prima che fosse riconosciuta come una delle culle della cultura italiana e l’hanno vista crescere ed evolversi. Se questo non bastasse, l’innegabile bellezza della struttura, le viste mozzafiato godibili da molte delle camere, la qualità del servizio, e la sensazione di sentirsi a casa fin dalla prima notte, lo rendono la rappresentazione migliore dell’esperienza fiorentina.

Laura Cimino
Sales and Marketing Executive

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